Salta la navigazione e vai direttamente ai contenuti della pagina

Provincia di Treviso

Canale: Territorio

Urbanistica, Pianificazione Territoriale e S.I.T.I.

Attivitą

ISTRUTTORIA PER L’ANNULLAMENTO DI PROVVEDIMENTI COMUNALI (Art. 30, legge regionale 23 aprile 2004, n. 11)

 

Annullamento dei provvedimenti comunali e poteri sostitutivi.

Entro due anni dalla loro adozione le deliberazioni ed i provvedimenti comunali che autorizzano interventi non conformi a prescrizioni degli strumenti urbanistici o dei regolamenti edilizi, o comunque in contrasto con la normativa urbanistico-edilizia vigente al momento della loro adozione, possono essere annullati dalla provincia.

Il provvedimento di annullamento è assunto dal presidente della provincia entro dodici mesi dall'accertamento delle violazioni.

In pendenza delle procedure di annullamento il presidente della provincia può ordinare la sospensione dei lavori. L'ordine di sospensione cessa di avere efficacia se, entro sei mesi dalla sua notificazione, non sia stato emesso il decreto di annullamento.

Questo procedimento si applica anche agli interventi edilizi che possono essere realizzati con Denuncia di inizio attività non conformi a prescrizioni degli strumenti urbanistici o dei regolamenti edilizi, o comunque in contrasto con la normativa urbanistico-edilizia vigente al momento della scadenza del termine di trenta giorni dalla presentazione della denuncia di inizio attività.



Si precisa che ai sensi del Regolamento Provinciale sui poteri sostitutivi e di annullamento per la repressione dell'attività edilizia illegittima di cui agli articoli 98 e 100 della legge regionale 27 giugno 1985, n. 61 approvato con delibera del Consiglio Provinciale n. 10/4080 del 2 febbraio 1995, per le parti non in contrasto con la nuova legge urbanistica regionale 23 aprile 2004, n.11, è procedibile per l'eventuale annullamento il procedimento che riguarda gli atti comunali che consentono opere in contrasto con la disciplina urbanistica e l'avvio del procedimento è deciso d'ufficio, prescindendo da istanze di terzi, qualora siano evidenti e documentate le illegittimità dell'atto, per aver consentito opere in contrasto con la disciplina urbanistica ed edilizia vigente o adottata e la sussistenza di un interesse generale urbanistico alla rimozione del provvedimento.



Il procedimento può essere proposto dai soggetti direttamente interessati presentando istanza alla Provincia specificando nel dettaglio i procedimenti oggetto di esame motivando dettagliatamente la richiesta dell'intervento di annullamento evidenziando le norme violate. All'istanza vanno allegati gli atti (sia comunali che privati) a dimostrazione dell'inerzia degli organi istituzionalmente preposti.